Virus alle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang

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È allarme per il virus che alle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang che ha già cominciato a mietere vittime fra gli inservienti. Sono infatti ben 41 gli addetti ai lavori colpiti da problemi gastrointestinali causati dall’ epidemia che sembra aver preso di mira il villaggio olimpico. A 2 giorni dalla cerimonia di apertura il comitato organizzativo ha quindi deciso di correre ai ripari emanando un vademecum destinato ad atleti, preparatori tecnici e a tutti i partecipanti alle manifestazioni sulle norme igieniche da adottare.

Si chiama Norovirus ed è resistente persino alle alte temperature invernali sudcoreane il responsabile dell’ epidemie che sta interessando il villaggio olimpico. Si tratta di una forma molto aggressiva di influenza intestinale il cui contagio rapido ha reso necessarie le precauzioni suggerite dallo staff medico olimpico. Agli atleti è stato intimato, fra le altre cose, di lavarsi regolarmente le mani e di evitare il più possibile i contatti con altre persone (un po’ difficile visto che stanno partecipando ad una manifestazione di dimensioni globali).

Le norme di sicurezza e prevenzione però sono da considerarsi valide non solo per gli sportivi che gareggeranno ma anche e soprattutto per chi li accompagna, per il pubblico e per tutti gli addetti dello staff. Sono già 1200 gli inservienti del villaggio olimpico posti in quarantena per verificare un eventuale contagio tramite appositi test. Il comitato organizzativo ha dimostrato di non prendere sotto gamba il problema e di avere misure approntate in breve tempo.

Speriamo che queste però bastino a fermare l’aggressività del virus delle Olimpiadi Invernali, altrimenti la manifestazione potrebbe rivelarsi un vero disastro, non solo in termini medici ma anche e soprattutto per quanto riguarda l’economia del paese.

Proposta di nozze sul Parquet

Le imprese sportive sono importanti per gli atleti professionisti e lasciano indubbiamente un segno nel bene o nel male, ma quando esse sono contornate da successi anche nella vita privata, acquistano tutto un altro sapore. È la storia del play-guardia Andrea Pecile che il 27 marzo dopo il successo della sua squadra di basket, l’ Alma di Trieste, sugli avversari bolognesi della Virtus, ha lasciato i festeggiamenti per andare a chiedere ufficialmente la mano della sua fidanza seduta sugli spalti.

L’evento ha commosso l’intera arena che, dopo il fatidico si, è esplosa in un’ ovazione di applausi e cori, che ha accompagnato il bacio che suggellava la promessa d’amore fra Pecile e la sua fidanzata Giulia Fragiacomo anche’ ella ex giocatrice di basket ed ora modella.

E’ la storia di amore nato sui parquet triestini (sia Giulia, sia Andrea sono triestini) e ufficializzata ancora una volta su un parquet di basket. “Ho coronato una giornata perfetta”, è l’unico commento di Andrea al quale Giulia aggiunge, quasi lapidaria: “Era proprio così il sogno della mia vita. E’ completamente pazzo ma questo, io, lo sapevo già”.

Non c’era dunque modo migliore per l’Alma Trieste di inaugurare il nuovo campo da basket in puro stile NBA donato da Allianz: una vittoria di 71 a 65 contro la prima in classifica della A2, la Virtus Bologna, e una promessa di matrimonio subito dopo che ha riscaldato il cuore di giocatori e tifosi. Questo è lo sport che ci piace vedere, che ci ricorda quanto sia bello competere ma anche empatizzare. Noi non possiamo che augurare l’eterna felicità ad Andrea e Giulia.