Come funziona la separazione dei beni

Le coppie di neo sposi dei tempi moderni sono parecchio differenti rispetto a quelle di 20 o 30 anni fa. Adesso prendersi e lasciarsi è frequente come cambiare d’abito, vuoi per la superficialità con cui si prende il giuramento del matrimonio, vuoi perché separarsi ormai è diventato un gioco da ragazzi. Ecco perché è sempre consigliabile pensare razionalmente a tutelare i propri averi economici tramite la cosiddetta separazione dei beni.

Fino al 1975 perfino la legislatura adottava questo regime economico per i coniugi appena sposati, poiché la tutela del patrimonio era considerata una reale priorità. La separazione dei beni permette infatti ad ogni coniuge di mantenere il completo potere decisionale ed amministrativo sui beni in suo possesso sia prima, durante che dopo il matrimonio senza che il partner possa toccarli in alcun modo. Si tratta di un’ efficace difesa dei propri averi, che comprende anche tutto ciò che viene acquisito coi propri soldi durante il matrimonio così da proteggerlo in caso di separazione.

Abbiamo però asserito pocanzi che il regime di separazione dei beni non è più la prassi standard da oltre 40 anni ormai, come si fa dunque per tutelarsi e richiedere che venga applicato questo particolare rapporto economico? La procedura più comune prevede la sottoscrizione dell’atto di convenzione matrimoniale davanti ad un notaio e può essere effettuata sia prima, che durante che dopo il matrimonio.

Sottoscrivendo suddetto atto solo i beni acquisiti in seguito diverranno soggetti alla separazione dei beni, quelli che invece erano in comune prima che ciò avvenisse dovranno essere equamente suddivisi, per questo il nostro consiglio è quello di scegliere subito la separazione al momento del matrimonio se si vuole conservare la propria indipendenza economica.

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