Missili USA in Siria, la posizione del governo italiano

Come molti di voi avranno appreso dalle notizie di stamani, gli USA durante la notte hanno lanciato ben 59 missili Tomahawk contro la base siriana da cui si sospetta siano partiti gli attacchi con armi chimiche di qualche giorno fa che hanno colpito un gran numero di quartieri civili, causando molte vittime innocenti fra cui diversi bambini.

Questa mattina finalmente, in una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi, il premier Paolo Gentiloni ha chiarito la posizione dell’ Italia in merito all’iniziativa statunitense, schierandosi di fatto dalla parte di Germania, Francia e Gran Bretagna nel ritenere “proporzionato e limitato” l’attacco. Non si tratterebbe dunque di un primo assalto che anticipa un’ escalation militare, ma di una condanna diretta all’uso di armi chimiche sulla popolazione civile.

“Chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti e mistificazioni”, ha detto ancora Gentiloni. “Credo che le immagini di sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi in seguito all’uso delle armi chimiche non possiamo pensare di rivederle”.

“L’Italia è sempre stata convinta che una soluzione duratura per la Siria vada cercata nel negoziato. Era e resta la nostra posizione. Il negoziato deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto il regime, sotto l’egida delle nazioni unite con ruolo decisivo e costruttivo della Russia”. “C’è l’impegno comune perché l’Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria”. “Sono convinto che l’azione di questa notte non ostacoli ma acceleri la chance per il negoziato politico”. “Con il presidente francese Hollande e la cancelliera Merkel abbiamo preso il comune impegno perché l’Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria”.

Queste le parole pronunciate dal premier durante il suo discorso odierno, ma la diplomazia sarà ancora un’ opzione o Assad reagirà scatenando il tanto temuto conflitto mondiale?

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