Nel 2050 saremo il terzo Paese più vecchio

Che l’ Italia fosse uno dei paesi con più persone anziane era già risaputo da tempo, ma stando all’ultima indagine dell’ Ocse il nostro Paese nel 2050 sarà al terzo posto per rapporto di anziani. Questo dato, se confrontato con la disastrosa situazione dell’occupazione giovanile, non può che preoccupare visto che aumentando il numero di anziani, le opportunità di lavoro per le nuove leve si affievoliscono ulteriormente. Ma cosa si può fare per agevolare l’occupazione? Com’è possibile che negli ultimi 30 anni i giovani abbiano guadagnato meno degli anziani?

Dando uno sguardo più approfondito ai dati raccolti dall’ Ocse scopriamo che nel 2050 ci saranno 74 persone con oltre 65 anni ogni cento persone con un’età tra i 20 e i 64 anni. Oggi sono 38 (erano 23 nel 1980). Numeri che in futuro faranno dell’Italia il terzo paese più anziano in ambito Ocse, dopo il Giappone (78 persone over 65 su 100) e la Spagna (76 su 100 ).

Se si pensa che già oggi la partecipazione delle persone anziane sul mercato del lavoro è maggiore rispetto ai giovani, questi dati non fanno altro che gettare nubi tempestose sul futuro dei nostri figli. Molti sono infatti intrappolati in lavori a tempo determinato, part-time e di certo non sicuri tanto da permettere loro di costruirsi un futuro.

L’Ocse però non ha fornito dati chiari che evidenzino la prosecuzione di questa tendenza anche negli anni futuri, quindi non è ancora il caso di fasciarsi la testa sostengono alcuni, anche se è inevitabile porsi certi quesiti sul futuro dei giovani del nostro Paese, sempre più propensi ad emigrare all’estero, dove il loro valore è riconosciuto ed apprezzato.

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